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Introduzione - Carlo Scarpa Stampa E-mail

Bagliori di Plastica

Ph.: (Giardino di Palazzo Querini Stampalia, Venezia):
courtesy, Gianantonio Battistella©CISA–A. PALLADIO


Il titolo non vuole essere una provocazione, ma solo il modo di inquadrare una determinata categoria del fashion design, quello legato alla gioielleria, che prende piede sul mercato internazionale. La plastica splende più dell’oro. La nascita di un nuovo stile destinato ad estendersi, nel momento in cui sono i grandi artisti del passato ad ispirare intere collezioni segnate da linee pulite ed essenziali, come architetture vere e proprie. Nella smania affannosa di eliminare quanto di brutto ha prodotto l’epoca della postindustrializzazione, creando discariche e squilibri all’ambiente, il comunissimo plexiglas diventa il filo conduttore della ricerca progettuale condotta dagli architetti Antonio Rossetti ed Elviro Di Meo. Una ricerca da tempo impegnata a difendere le logiche artistiche che sottendono il "fare gioielli", contro gli schemi imposti dal mercato di massa; contro la banalizzazione di prodotti, in cui l’obiettivo dell’azienda è far lievitare i profitti, a discapito della qualità e dell’arte, utilizzando testimonial super pagati. Non importa cosa offrire al cliente: l’importante è dare qualcosa portato dalla starletta di turno.

Da qui, in antitesi a regole stereotipate, l’analisi verso forme, icone, poesie, che costituiscono la cultura del progetto, come quello ispirato a Carlo Scarpa: l’architetto più colto e aristocratico del Novecento. Tutto nasce dal disegno del giardino di Palazzo Querini Stampalia di Venezia, in cui l’artista esprime il suo segno caratterizzante che contraddistingue le sue opere. Lo studio di Rossetti e Di Meo considera il frammento come elemento analogo. Il frammento, infatti, è un’immagine che viene ridotta alla sua forma essenziale significante. Nella fontana del giardino, costituita dai vari elementi, si è scelto il punto finale. Da questo si è tratta l’immagine più eloquente e da qui un frammento analogo. Una composizione che, riprendendo il senso e pur rispettando le logiche costitutive, attraverso la sua immersione nella personale memnoteca del produttore, si è trasformata in un oggetto - in questo caso un gioiello – che può essere avvicinato al concetto di ideal-tipo crociano. Ideale, in quanto non è la riproduzione fedele della realtà osservata; tipico, perché è la tipizzazione della sua struttura minima significante.

I primi disegni (schizzi) che porteranno alla realizzazione nel 2007 dell’Anello 'Omaggio a Carlo Scarpa' sono datati Settembre 2006: anno in cui è ricorso il centenario della nascita dell’architetto.
Successivamente vengono elaborati i rendering di un progetto già definito nei particolari con le relative misure, proposto nella doppia versione: una in oro verde, con elementi in oro bianco e l’altra in oro bianco con elementi in oro giallo. I due modelli si differenziano dall’innesto della pietra di acquamarina e dall’utilizzo di un leggerissimo strato di smalto azzurro, usato in una seconda elaborazione.
Ulteriori versioni pensate per realizzare l’oggetto:
1) Argento rodiato con l’innesto di vetro di Murano (1,5 mm), posto ad una quota più bassa (vedi disegno), facendo attenzione a non intaccare il leggerissimo bordo che avvolge il vetro;
2) Acciaio lucidissimo con l’innesto di vetro di Murano (1,5 mm), posto ad una quota più bassa (vedi disegno), facendo attenzione a non intaccare il leggerissimo bordo che avvolge il vetro;

Ma nessuna delle idee rispondeva al bisogno di trasparenza e di leggerezza per smaterializzare lo stesso concetto di "Architettura da indossare", alla pari di un gioiello.
Solo in una fase successiva, nel produrre i primi prototipi con mezzi assai elementari e rudimentali, come polistirolo o cartone, si è deciso di produrre l’anello vero e proprio rivolgendosi a un’azienda specializzata nella lavorazione del metacrilato, del taglio laser e l’assemblaggio manuale dei pezzi.
Dopo i disegni esecutivi (Febbraio 2007), è stato realizzato il primo anello in metacrilato (una lega di plastica, ndr.), dalla "Fedele 82" di Roma.
Queste le dimensioni dell’anello espresse in centimetri (l: 4,5; p­: 4,5; h:3; Peso Kg: 0,0105)
Il progetto è firmato, senza nessuna distinzione gerarchica, da Antonio Rossetti ed Elviro Di Meo

Successivamente, valutando l’oggetto come l’insieme di un intero organismo architettonico che trova nel packaging la sua totale dimensione, si è prodotto nel marzo 2007 il contenitore, utilizzando lo stesso materiale e la stessa azienda; adattando, inoltre, la forma alle necessità richieste: basta, infatti, sollevare la lastra di appoggio dell’anello per trovare il depliant esplicativo.
Queste le dimensioni del contenitore espresse in centimetri: (l:10; p:10,5; h:7,5; Peso Kg: 0,230 comprensivo di anello).

L’anello è stato ceduto inizialmente alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia per un numero limitato di cinquanta oggetti, in occasione dell’apertura dell’area progettata da Scarpa (Maggio 2007).

Altri, in tutto una decina, sono stati consegnati come dono a vari esponenti del design e del gioiello d’autore, tra cui Cleto Munari, che hanno apprezzato l’originalità dell’idea progettuale, nonché il manufatto stesso.

Dopo "Omaggio a Carlo Scarpa", è stata sviluppata un’intera parure, chiamata: "Scarpa, Oltre il Segno"; parure composta da orecchini, colliere, bracciale e gemelli prodotta sempre con lo stesso materiale e dalla stessa casa produttrice (Luglio 2007). Attualmente è ceduta a vari collezionisti, e in vendita presso gallerie d’arte e musei.
La parure è firmata, senza nessuna distinzione gerarchica, da Antonio Rossetti ed Elviro Di Meo.

Ora lo scopo dello Studio Rossetti e Di Meo è andare oltre. Se da un lato l’impegno è chiudere contratti con altri show room sul mercato italiano, europeo e americano disposti ad acquistare l’intera collezione, entrambi sperimentano nuove ipotesi progettuali, accostando più materiali per ottenere una migliore resa qualitativa degli oggetti disegnati, oltre a mettere in produzione gli altri oggetti – gli ultimi - della linea Scarpa.